Monografia Architettonica · Costa Smeralda 1962
Dal 1962, il comitato d'architettura della Costa Smeralda ha definito un linguaggio costruttivo rigoroso, fondendo lo stazzo tradizionale con il granito gallurese e la macchia mediterranea.
Prima che il mondo conoscesse la Costa Smeralda, la Gallura era custode di un'architettura spontanea e perfetta: lo stazzu.
Orientato contro i venti dominanti e costruito con blocchi di granito locale fino a 80 centimetri di spessore, lo stazzo garantiva frescura d'estate e calore d'inverno. I tetti bassi a due falde, sostenuti da travi in ginepro selvatico, non alteravano mai lo skyline delle colline: una sobria fusione con la macchia mediterranea da cui nacque lo stile inconfondibile della Costa Smeralda.
"Una sapienza costruttiva nata dal bisogno di proteggersi dal maestrale e dal calore estivo."
Nel marzo 1962 il Principe Karim Aga Khan IV impose una regola aurea: l'architettura doveva sottomettersi al paesaggio, mai il contrario.
Il severo Comitato d'Architettura vincolò ogni pietra, colore e altezza, bandendo grattacieli e asfalto invasivo. Gli architetti dovevano camminare sul terreno vergine, salvaguardare ogni ginepro secolare e piegare i volumi delle ville all'andamento naturale dei massi granitici, creando un'armonia scenografica celebrata in tutto il mondo.
"Non costruiremo case che sovrastino le colline. Chiunque navighi al largo delle nostre coste dovrà faticare a scorgere la presenza umana."
Cinque personalità artistiche eccezionali, ciascuna con una firma inconfondibile che continua a definire il valore e il fascino delle proprietà più prestigiose della Gallura.
"Non disegno con la riga, modello lo spazio con le mani come se fosse argilla viva."
Definito da molti il vero genio demiurgo della Costa Smeralda, Jacques Couëlle rifiutava la geometria euclidea. Le sue opere sono sculture abitate, quasi caverne primordiali di altissimo lusso scavate nella terra e nel granito. Il suo capolavoro indiscusso è l'Hotel Cala di Volpe, dove ogni arco è asimmetrico, le pareti sono plasmate a mano da maestri muratori e le finestre sono feritoie poetiche che catturano la luce come in una cattedrale naturale.
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"La bellezza di un borgo risiede nei suoi vicoli stretti, negli scorci improvvisi sul mare e nei toni caldi delle terre naturali."
A Luigi Vietti si deve l'impianto urbano e l'anima stessa di Porto Cervo: il villaggio pedonale, la celebre Piazzetta e la passeggiata del sottopiazza. Vietti seppe coniugare la tradizione ligure e sarda dei borghi marinari con il comfort cosmopolita. Ha progettato inoltre l'esclusivo Hotel Pitrizza a Liscia di Vacca, mimetizzato sotto zolle d'erba naturale a filo dell'acqua salata.
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"Il bianco riflette il sole della Sardegna e amplifica la turchese trasparenza delle sue baie."
Erede di una dinastia secolare di architetti romani, Michele Busiri Vici ha codificato quello che oggi chiamiamo 'Stile Mediterraneo': pareti arrotondate e candidamente imbiancate a calce viva, aperture sinuose prive di spigoli, ceramiche policrome fatte a mano e tetti bassi. La sua opera più iconica è la Chiesa di Stella Maris che domina dall'alto la rada di Porto Cervo, oltre all'Hotel Romazzino e all'Hotel Luci di la Muntagna.
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"Una casa non è finita se non senti il profumo della roccia umida e della corteccia di ginepro nel tuo salone."
Figlio di Jacques, Savin Couëlle ha portato all'estremo la compenetrazione tra natura e abitare. Celebre per lasciare enormi blocchi di granito vivente all'interno dei soggiorni o delle camere da letto, utilizzava tronchi contorti di ginepro grezzo per sorreggere scale fluttuanti e volte intonacate a mano. Le sue ville a Cala Corallina, Pevero e Pantogia sono tra gli immobili privati più costosi e ricercati del mercato internazionale.
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"L'interno deve dissolversi nel giardino; l'acqua delle vasche e delle piscine deve prolungare la linea dell'orizzonte marino."
Protagonista indiscusso delle più raffinate residenze di Porto Rotondo, Punta Lada e Punta Volpe, Gianni Gamondi ha introdotto una visione contemporanea e zen dell'abitare sardo. Le sue dimore sono caratterizzate da sequenze di patii interni, specchi d'acqua riflettenti, coperture piane piantumate che nascondono i volumi visti dall'alto e una fluidità totale tra saloni e terrazze panoramiche.
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